[settembre 2014]

[paesaggio]

“Ha detto Amiel che un paesaggio è uno stato d’animo, ma la frase è l’esile felicità di un esile sognatore. (…) Sarebbe più giusto dire che uno stato d’animo è un paesaggio; la frase avrebbe il vantaggio di non ospitare la menzogna di una teoria ma solo la verità di una metafora.”

(Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares)

[riva]

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Cose di Po

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Arrivando a Sermide con il treno – e forse proprio perché arrivo in treno – ho pensato che mi è rimasto un luogo dove vado – vengo – con l’animo di chi ci è nato.
A raccontare tutti i perché di questa sensazione verrebbe fuori una storia lunga e tortuosa – com’è il Po, ora un filo, ora mare camminante. Ma una delle sue ragioni credo risieda nella potenza delle parole che me l’hanno fatto conoscere.
Quindi, finita la “premessa del treno”,

mi piace accogliervi a questa mostra fotografica con una sequenza di immagini che usa il linguaggio delle parole:

“L’argine e la golena, il maschio e la femmina, le robinie selvatiche e i fiori del diavolo, i pioppi e i salici, (…) le case con la memoria del verderame e le case senza memoria, le storie dei briganti che scendono verso il mare e i racconti dei bugiardi, le zanzare e le bisce d’acqua (nere), l’odore dell’uva fragola e la puzza del diserbante, la Coop e i negozi morti e risorti nella sua pancia, i canali grassi di rane e magri di acqua, VENDESI PESCHE E ZUCCHE (girare a destra), il treno (che si è perso i vagoni, nel tempo) e la stazione nuova, (…) la fabbrica chiusa e il centro anziani aperto, i trattori che sputano e i vecchi che sputano, i ragazzi con le Nike e i motorini coi ragazzi, l’ultima trattoria e il primo quasi-pub, la strada di asfalto e la strada di acqua (…)”

“Io sono di qui” – prosegue Zena Roncada in questo suo breve testo dal titolo Cose. – “E mi piace ascoltare le storie” – aggiunge. “Non sono né belle né grandi, qualche volta neppure vere. Le dicono i vecchi, perché trovino granaio”.

La mostra “I mestieri di Po” curata da Giovanni Giovannetti per il Centenario della Cgil, accosta fotografie e testi “incorniciati” non come didascalie ma alla stessa stregua delle immagini, e il testo di Zena l’avrei proposto come pannello di chiusura se solo l’avessi scoperto in tempo per la stampa.
«Ascoltare le storie» che dicono i vecchi perché «trovino il granaio»: in poche parole le “cose” essenziali della mostra: la conservazione della memoria, la trasmissione di saperi, la narrazione.
Perché questa mostra è un racconto per immagini, immagini che seguono il tratto lombardo del Po. Continua a leggere

[trasparenza]

[monotonia]

“Il saggio è colui che riesce a rendere monotona l’esistenza, poiché allora ogni piccolo incidente possiede il privilegio di stupirlo.”

(Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares)