[verso casa]

come racconto è iniziato e ora – mi senti? – è grido balbuziente, acciottolato di parole scavate in cavernicolo buio senza eco…
«Quale montagna distilla, quale roccia e sabbia percorre, quale ansa di pace attende una goccia di vita memoria di noi?»
…a dare senso a fare rima a fare che sia – di noi – persona prima non singolare – la strada – la vedi?  – verso casa
(amaliazingara, 1 giugno 2008)

[forse]

E fu una notte lunga e tempestosa. Sradicò le parole con misura coltivate, le strappò ai sostegni di pudore divelti e tutto franò in un ventre ribollente che tace, ora, sotto il grigio di un giorno già vecchio che tace e s’incammina verso la sera pietosa di buio e di silenzio e domani, forse un domani, forse nuove mani, forse la parola…
Già.
(amaliazingara, 19 maggio 2008)

[terra di nessuno]

…e venne un giorno un uomo e disse “lascia il tuo pianeta, ti darò la notte brillante di nero e fuoco ti darò, fuoco d’una notte e forse di un’altra ancora e ancora notte sulla mia terra senza né sole né stelle”…fedeltà sarebbe una scelta benché senza senso – “ha senso la malìa oltre ai sensi?” –  neppure l’albero è fedele alla terra, ci sta, sradicato è solo legna, tronco marcescente, putrefatta speranza di un cielo negli occhi, sulla punta di un ramo che l’ha toccato, che sa

…e venne un giorno un uomo e dovette fermarsi sul ciglio di quella terra che di nessuno, di nessun altro sarà
(amaliazingara, 13 maggio 2008)

[salva]

ci incontreremo al nostro confine – disse – forse – al limite del tuo potere al limite del mio volere – e ti fermerai – di fronte agli occhi che sanno il cielo d’un altro pianeta nei colori di ogni mattina su questa terra – fedele – ti fermerò – disse – e salverò le orme le ombre – assenze presenze – su questa terra di nessuno – al confine di me – mi salverò
(amaliazingara, 9 maggio 2008)