Bucato

di Zena Roncada

C’è una vecchia che vive da sola, qui.
La sua casa fa angolo e strada: trattenuta nei muri, fra ricami di chiocciole e muschio, libera il fiato nel giardino di siepi e peonie.
Tiene, la vecchia, un baule, col corredo a orlo giorno, cifrato di pieni e di vuoti.
Non sposa, la vecchia sfoglia il corredo come l’album del tempo: da strati di carte sottili escono lenzuola dal risvolto prezioso, tovaglie di tela buona, camicie lunghe di pelle d’uovo, coi bottoni davanti, per la grazia di carezze leggere.
La vecchia scuote un poco i cristalli d’odore, cambia le spighe e ripiega le cose, sui solchi certi.
Ma, una volta in un anno, quando il sole è proprio sicuro, perché il vento storna le nubi, fa il bucato grande… e il corredo ondeggia sul filo… e si gonfia… e il giardino fiorisce di pagine bianche.
Chi passa vi legge parole mai dette, bisbigli solo sognati, promesse non sussurrate, segni di corpi che non si sono trovati, in un baleno d’amore.
Chi passa segue con gli occhi le mani di vecchio uccello, in corsa a spianare ogni piega, a stirare sul filo la vita che non è stata.

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5 pensieri su “Bucato

  1. L’ho trovato in un cassetto nascosto no, ma lontano dagli abituali (quotidiani) sguardi. Risale ai primi mesi del tuo blog, ma sta lì dentro tutta – o forse non tutta – la tua poetica.

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