[nevica]

La neve è tregua, è sipario in attesa del prossimo atto dove ancora tutto può succedere, è lutto sereno per la pace di morti e vivi.
Quando ero bambina, si guardava la sera attraverso i pizzi dei “fiori di ghiaccio” sui vetri e in giardino i primi fiori spuntavano sotto l’ultima neve.
È da molti anni che la neve non arriva a coprire tutto e gli scheletri lungo la strada allungano i rami per chiedere la carità.
Ecco, non nevica più.
Resta sempre tutto incompiuto.

[laudamus]

Amore fu e quell’amore è; della nomade desiderio di terra da mai possedere, musica lontana, suono di cristallo, odore di erba portato dal vento lungo il fiume che scava le rocce di antichi dolori del nulla concepito – silenzio a guardia di un cerchio d’oro, silenzio a guardia di un quadrato di cielo, sentiero di mendicanti parole trafitte, viaggio senza meta, fiaba senza fine.
Laudamus.
«Per ascoltarti ho la notte, per aspettarti ho l’eternità.»
(17 febbraio 2005)