[psicolitiasi]

Leggendo Eugenio Borgna che cita un quaderno di Antonia Pozzi: “Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? Non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia”.

C’è chi, con un corpo estraneo nel proprio, darà vita alla perla; un altro organismo fa di se stesso trappola dolente per ogni sorta di scorie.