[obliterare]

«Affinché, almeno nella memoria, non si obliteri quel luogo» (La vecchia “cokeria”)

È suggestivo, quel “buco”. Si cade – o si scivola – nell’oblio; cancelli – obliteri -, lettera alla volta, una parola, una storia, una vita. Come cadono anche le lettere battute con troppa forza sulle “veline” – facce consunte di ordini e appelli bucherellati da una raffica spietata di anni.

Ma si cancella anche per sovrascrittura. Non si vede, ma è lì: la vita è tutta lì, accumulata – un giorno un nome un verbo sopra l’altro. Calendari appesi allo stesso chiodo, fisso nel muro
del tempo.

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2 pensieri su “[obliterare]

    • Sono conseguenti, infatti: cancelli una lettera e riempi il “buco” creato nella linea di scrittura con un’altra. Sappiamo però, che nella memoria i buchi sono “apparenti”, ovvero si creano nello scavare il “deposito”.

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