[sentiero]

Nella mia – farlocca – etimologia il sentiero è quella strada che imbocchi per sentimento. Quando non vince il risultato di un calcolo ma cammini per moto dell’anima – o d’animo -, per un soffio.
Come (di)spiegare, dunque, le ragioni di una scelta al bivio?

So la storia di quella che voleva suonare la fisarmonica.

Non ha mai avuto i soldi per comprarla, ha dovuto rinunciare al sogno di suonarla. Questo diceva a un amico che si accorse di quel luccichio negli occhi alla vista di una vecchia fisarmonica. Ed ebbe in prestito la fisarmonica. Ora puoi realizzare il tuo sogno di ragazzina, questo diceva l’amico.
L’incantesimo durò il tempo di arrivare a casa e, in solitudine, appoggiare le mani sulla tastiera. Dopo un sospiro di mantice la richiuse, poi la restituì.
Ora dice che il sogno apparteneva alla ragazzina. Che non si può imboccare sentieri spariti nella ramaglia degli anni. Che a lei, ora, apparteneva soltanto il ricordo.

E forse è vero. Il sentiero che non ti ha rapito ha solo il fascino del poteva darsi.
O forse no.

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