[il capannone non è una grande capanna]

«Allorché – sotto le scosse del terremoto – crollano, i capannoni rivelano la loro vera natura: che è la massima lontananza dalle origini, la massima estraneità dalla capanna. A parte il nome, con quest’ultima essi mantengono un’unica caratteristica in comune (peraltro non trascurabile): l’assenza o la riduzione al minimo delle fondamenta. Per il resto, nessuna leggerezza, nessuna naturalità. Ed è questa la ragione per cui un capannone, nel momento in cui crolla, produce effetti del tutto diversi da quelli che produrrebbe il crollo di una pur grande capanna. (…)
Il problema è comprendere la natura della società, della cultura, che ha prodotto il capannone. La natura dell’inganno – o dell’illusione – che vi è sotteso. Lo stesso inganno – o illusione – ch’è sotteso nel nostro linguaggio, che assimila un capannone a una grande capanna.»
Marco Biraghi, Dalla capanna al capannone

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