[im/mondo, ovvero da pulire]

A Socrate che aveva negato con decisione che di cose spregevoli come l’immondizia, la sporcizia, il fango potessero esserci delle idee, il vecchio Parmenide, che Platone in un altro dialogo chiama venerando e tremendo e che descrive nobile d’aspetto, segnato dal tempo, ma comunque reso saggio da esso, Parmenide così rispondeva: “È perché tu sei ancora giovane – oh Socrate – e la filosofia non ti ha ancora preso come prevedo che ti prenderà in futuro, quando non avrai più disprezzo per nessuna di quelle cose. ”
Luciano Dottarelli, La positività del negativo. Status del rifiuto nel pensiero di alcuni filosofi d’occidente

A volte quello che trovi già si mostra, hai potuto scorgerlo proprio per quello. Altre volte l’attrazione tra te e un oggetto ha un che di inspiegabile, sul momento, per scomodare una parola grande: di misterioso. Questa maniglia l’ho trovata ricoperta da molte mani di vernice, a malapena se ne intuiva la sagoma originale. Mancano ancora gli ultimi ritocchi; quando sarà mondato a perfezione, prenderà il suo posto sul pezzetto di muro di fronte a questo scrittoio, accanto al buco della serratura. Un altro pezzo di ferro rubato alla ruggine.

La mia serie – infinita? – di aperture/chiusure.

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