[certe storie]

Certe storie ti restano addosso come il fetore di una cantina senz’aria. Certe storie ti camminano dietro e poi ti tagliano la strada. Certe storie sono gabbie tumuli e croce.
Non dovresti saperle. Io le so, io son quella che le storie le sa.
Così, sono io quella vista tanto sola che, amico mio, se le infilavi la mano tra le gambe lei ringraziarti doveva. Sono io quella che non trova l’uscita da questa prigione, interrata, con addosso l’odore di essere così sola, amico mio, da restare senza respiro e cielo e vita.
Certe storie dovrebbero essere sepolte nell’anima morta di chi troppe ne sa.

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