[un gran fardello]

Ogni volta che ho incontrato un immigrante barcollante sotto un gran fardello che conteneva tutti i suoi averi, simile a un enorme bubbone cresciutogli sulla nuca, l’ho sempre compassionato, non perché solo quello fosse tutto il suo avere, ma perché aveva tutto quello da portare con sé.
(Henry D. Thoreau, Walden ovvero vita nei boschi)

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3 pensieri su “[un gran fardello]

  1. A disposizione, gAitan… :-)
    Io però continuo a fare "la tara", leggendo Thoreau (in questa "mia-epoca" delle dis-illusioni). Come avevo già scritto in un commento a proposito della precedente citazione del medesimo.
    Ovvero, noi possiamo anche dare una lettura diciamo così "psicologizzante" a questo brano: la capacità di intraprendere nuovi viaggi senza "pesi", di ricominciare ovunque e in qualsiasi momento senza fardelli…
    Ma – per fare un esempio più "nostrano" – i contadini della valle padana ai quali ad ogni "sammartino" toccava cambiare cascina, migrando con i pochi e miseri averi su una carretta (in prestito), avevano qualche buon motivo di pensarla diversamente da Thoreau circa il "possedere".
    Nemmeno da vetero-marxista vetero-comunista riesco a consegnarmi all'idea di libertà del maestro senza le mie continue puntualizzazioni (… mentali?) sul concetto di libera scelta.

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