[io rifletto]

«Riflettere non è rientrare in sé e scoprire l’ “interiorità dell’anima”, quella soggettività invulnerabile che, al di qua dello spazio e del tempo garantisce quella prima equivalenza che è l’identità con se stessi. Riflettere è accogliere nel proprio sguardo quelle fugaci impressioni e quelle percezioni inavvertite con cui il mondo mi si offre e con cui io mi offro al mondo nel momento in cui gliele restituisco, perché non le confondo con le mie fantasie e con l’ordine dell’immaginario, dove, invece, non rendo quello che sottraggo. Ri-flettere, dunque, non è costruire il mondo, ma restituirgli la sua offerta, non è nemmeno un atto deliberato, ma lo sfondo senza il quale nulla potrei deliberare. Per quanti sforzi faccia quando “rifletto su di me”, ciò che trovo non è mai la mia “interiorità”, ma la mia originaria esposizione al mondo.» (Umberto Galimberti, Il corpo)

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