[qualcosa di meno]

«Il siciliano Elio Vittorini ha spiegato, in uno dei suoi libri migliori, Erica e i suoi fratelli, l’importanza della compagnia. Quel che c’è di più brutto sulla terra, per una bambina, è quel che avrebbe potuto non esserci: “Se non esistessero i gatti! pensava. Se non esistessero i vestiti rossi! Se non esistesse la ferrovia! Pensava, pensava, e si sgomentava. E i suoi terrori non erano lupi, non erano orchi: erano di svegliarsi in un mondo che avesse qualcosa di meno”.»
(Dominique Fernandez, Madre mediterranea, Arnoldo Mondadori, 1967)

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5 pensieri su “[qualcosa di meno]

  1. Mi fai felice, sai…
    Erica e i suoi fratelli è uno dei libri che ho in due copie, per paura di perderlo.
    Mi accompagna(no) da quasi trent'anni.
    Ti regalo la frase precedente:

    "Specie sognava uva, un’uva di un dolce colore, giallo appannato dal freddo, e non uva da mangiare ma da abitare. Si trattava di boschi biondi con uccelli invisibili che cantavano, e con globi di polpa dove si entrava e si diventava felici. Lei era sola in un globo, ma sapeva che a tutti succedeva la stessa cosa, e senti­va una melodiosa certezza di compagnia.
    La felicità era anzi questa; la compagnia."

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  2. Praticamente la descrizione dei "tempi d'oro" della blogosfera. Ante litteram.
    La tua è una talea davvero fruttifera :)
    (Se lo trovo alla Feltrinelli, vorrei portarmelo in viaggio "verso casa". Sua. Sua di lui. Di lui Vittorini :-))

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