[fame]

Murales del Borgo di Dio a Trappeto realizzati dal maestro Ettore de Conciliis

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«Scriveva in quegli anni Germana Fizzotti, alla quale Danilo [Dolci] si era rivolto per riceverne aiuto:
[…] A Spine Sante [Partinico] la risposta all’offesa del mondo non è il banditismo, ma più debole e straziante, la malattia e la follia. Le strade sono anche qui, polverose e sporche, ma nella sporcizia non ci sono residui di cibo, né bucce d’arance, né foglie, né torsi di cavolo, né scatole, né ossa: i cani magri annusano con aria delusa. In poche case vivono diciassette malati di mente dichiarati, e chissà quanti altri meno evidenti e clamorosi. Davanti a una porta, con le braccia penzoloni, stava una giovane col viso asciutto e gli occhi spenti, tranquilla ora, ma, ci dissero i vicini, quando è assalita dalla fame è invasa dalla furia. Entrammo in un’altra casa dove vedemmo un uomo chiuso in una gabbia. La piccola stanza dove viveva tutta la famiglia era stata divisa dalle sbarre di ferro come quelle degli animali feroci, e nella gabbia camminava avanti e indietro un giovane dal viso bestiale, dai neri occhi terribili. Nella casa vicina il capo della famiglia stava in letto, senza muoversi da mesi, chiuso al mondo […]»
( Giuseppe Casarrubea)

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