[io e lei]

Ci sono stati tempi quando, mattino e sera, sedevo qui con questo ritaglio di tempo e di spazio – una finestra – per dire di me. Se lo faccio, ora, è soltanto per rimuginare sul fatto che «le persone hanno bisogno di caselle in cui sistemare le proprie proiezioni» trasformando ‘me’, di volta in volta, in una ‘lei’ nella quale rispecchiarmi è diventato non più gioco ma imposizione, compito, impegno. Pegno. Si paga per il riscatto. Ma anche pagando avendo già pagato, mai tornerà il silenzio di qua della finestra, in questa confusione di voci di ‘lei’.

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2 pensieri su “[io e lei]

  1. Zena, questo "coso" qua sopra l'è stran del bon. E' uscito un po' così, per conto suo. Io andavo in un'altra direzione, "lui" ha girato di qua.«Le persone hanno bisogno di caselle in cui sistemare le proprie proiezioni» (citazione da un post di un'amica), credo sia alla base (la base) della lettura, di qualsiasi lettura. Da una parte, come si suol dire. Un qualsiasi testo è una casella – una serie di caselle – dove io proietto "di mio".Tu in effetti dici "riconoscerci".Perché la tua è lettura del testo.

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