[la verità della letteratura]

«Ma la cosa più interessante fu apprendere che in Francia (non so in Italia) la legge è più severa con le opere letterarie che con i giornali. […]
La verità della letteratura è la sua nudità, la sua inermità. La sua potenza, se esiste, è nel suo non essere né avere «potere», a differenza di parole pubbliche come la politica, l’informazione o la pubblicità, il cui dire è già sempre un fare. D’altra parte è la letteratura, inerme e inattuale (le cui news restano tali anche dopo averle lette) a potersi fare «parte civile», a giudicare anche crimini che sono ormai prescritti per legge. Anche ciò che non fa più notizia.»
(Beppe Sebaste)

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