[Gesù Non-Cristo]

«Nella mia fantasticheria, dunque, Gesù va predicando la fine della vecchia religione, circondato da seguaci un po’ miopi, che mostrano di preferire i miracoli alle parole e faticano come capre a capire il senso ultimo della sua predicazione.
Infine Gesù entra a Gerusalemme, la capitale, e predica sotto le mura e nelle piazze come molti altri aspiranti profeti e messia, di cui la Palestina occupata in quell’epoca di decadenza pullula. Tira un vento millenarista, forse perché i tempi sono piatti, opachi e privi di speranza.
Ma gli altri predicatori ricorrono al classico armamentario retorico comune a tutte le religioni: il lassismo devozionale degli uomini scatenerà l’ira di Dio, il peccato mortale che attirerà la catastrofe è lo scarso rispetto della volontà divina. Gesù, invece, proclama che la Legge è subordinata all’uomo. Bestemmia: è come dire che la volontà di Dio viene dopo le esigenze umane. Questo è un concetto dirompente, perché mina le basi stesse della religione come potere e sottomissione. […]
Tutto si è giocato tra gli uomini e a scegliere è stato un soggetto collettivo: la somma delle volontà individuali divenuta folla anonima, acefala. All’interno di quella poltiglia polifonica, ciascuno è responsabile per sé e per la propria scelta.
La posta in gioco non era solo la sorte del Messia, ma ancora una volta il destino dell’umanità nel suo rapporto con la religione.
Anche in questo caso la scelta si è rivelata tragica: chi è stato chiamato a scegliere ha scelto l’obbedienza all’autorità, ha preferito la legge al bene, il dogma al libero pensiero. Dio voleva suscitare negli uomini il ribrezzo per la religione del sacrificio di sangue e della sottomissione al potere dei mediatori. Invece l’uomo ha scelto di sgozzare l’agnello sacrificale. Persino un delinquente è parso più accettabile, più comprensibile. Chi trasgredisce la legge si pone comunque in rapporto con essa: violandola, ne riconosce l’esistenza, delinquendo la legittima. Altra cosa è dire che la legge non vale, che è fasulla, che non serve, anzi addirittura è nociva e bisogna cancellarla: questo è disordine, è apologia di caos. Senza la legge, tutto sarebbe permesso. La libertà sfrenata anche nei confronti di Dio!
Gesù muore sulla croce urlando di dolore.
[…]
Quand’ero più piccolo, senza mai confessarlo a nessuno e senza nemmeno rendermene conto, vivevo il cristianesimo come una forma di adesione al modello esemplare di Gesù, come un’adesione fattiva alla sua predicazione: il discorso della montagna, il richiamo alla povertà, alla fratellanza, all’empatia, l’anteposizione della carità alla legge. […]
Ma non so se fossi così solo, in quella mia versione infantile e personalizzata della fede. E forse non è un caso che, nella vita di tutti i giorni, tra i credenti comuni (cioè non appartenenti a gruppi fanatici e organizzazioni integraliste), Gesù venga citato più che altro come protagonista di atti o pronunciatore di norme esemplari: Gesù scaccia i mercanti dal tempio, guarisce l’emorroissa, risuscita la figlia di Giairo o l’amico Lazzaro, predica la legge dell’amore, salva l’adultera dalla lapidazione, dà norme di vita che sono penetrate a fondo nel cuore delle nostre strutture mentali, morali e persino linguistiche (la pagliuzza e la trave, il cammello e la cruna dell’ago, Dio e Mammona, i costruttori di pace, il buon samaritano…).
[…] E allora mi costruivo una religione a mia misura, dove Gesù poteva essere risorto ma anche no, e in fondo non era importante, perché ciò che contava era quello che aveva preceduto la Passione, quando Gesù con parole e gesti concreti aveva mostrato come fare per entrare nella grazia di Dio. Anzi, meglio ancora, per vivere degnamente.»

Sergio Baratto, Sottomettersi e uccidere il figlio, Il primo amore, n. 6, novembre 2009

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...