[écriture]

«Non si scrive qualcosa, si scrive e basta. Ci si mette a scrivere, tanto che […] scrivere oggi ha smesso di essere “un verbo transitivo”. Perché me la prendo tanto? Perché questa parola duttile, senza spigoli, usata fino all’insignificanza, è il peggior nemico dell’opera in quanto sfida umana al caos delle forme. Riduce l’opera a occupazione, a pura attività, a spreco di forze, l’affranca dalle responsabilità che la legano alla storia dell’arte nella quale vuole inscriversi. […]
Cosmo, da Omero a Aristotele, vuol dire un mondo in cui le parti si tengono reciprocamente insieme: un ordine precario fatto di elementi eterogenei sospesi nel caos. Cosmos significa l’emergere della forma di fronte alla presenza incessante, e quasi sempre vittoriosa, del caos. Che cos’è che ci fa emergere dal caos? L’immaginazione, risponde Castoriadis. Ogni creazione nasce dall’immaginazione, che ha tuttavia le sue radici nel caos, come se il caos attendesse una volontà immaginativa capace di trasformarlo in cosmo. Quanto alle società, tale volontà si chiama “politica”: quando l’uomo immagina e instaura il cosmo, afferma Castoriadis, egli compie l’atto fondatore della politica e allo stesso tempo l’atto che lo autorizza a considerarsi come creatore. L’opera d’arte, in questo senso, non giunge in una società dopo che questa si è costituita. Essa partecipa alla sua costituzione. Homo poeticus è Homo politicus. Con una differenza. Mentre l’atto politico è assorbito dall’azione intorno alle leggi da applicare, l’opera d’arte ha la funzione di richiamarci permanentemente all’atto della creazione: ripete su scala ridotta l’emergere del cosmo dal caos; rappresenta perciò il solo osservatorio dal quale noi, con tutte le nostre ansie e illusioni, possiamo scorgere dove presto o tardi andremo a finire. […]
Provare piacere per un’opera d’arte è perciò ammirare la sua forma, presentandone in filigrana la sua origine e fine, il caos.»
Massimo Rizzante, I limiti dell’arte, in Non siamo gli ultimi. La letteratura tra fine dell’opera e rigenerazione umana, Effigie
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