contrizione

Al carattere interessano le insufficienze cardiache riguardanti l’amore, la verità interiore, l’onore e la rimozione della bellezza. È un dato di ogni giorno come si tenda a tenere la bellezza fuori dalla nostra vita per timore che ci colpisca al cuore e riaccenda desideri focosi che non sapremmo come placare. […] I momenti in cui ci è venuto meno il coraggio, o la pietà, in cui abbiamo soffocato la nostra cordialità, o abbiamo tradito la vocazione del nostro cuore possono preoccupare i nostri ultimi anni non meno del risultato delle analisi. […]
Forse, a indurire il cuore, non è soltanto l’attrito delle tensioni della vita, ma anche la mancata contrizione per la piccolezza del nostro cuore. E la contrizione è certamente un’attività che riguarda gli anni della vecchiaia. […]
Contrizione. Atteggiamento spirituale di rimorso e pentimento per il male commesso [da latino conterere ‘triturare’] » dice il dizionario. E «contrito» significava in senso proprio «tritato», «schiacciato», «logorato». Il cuore, schiacciato dalle sue colpe, sta subendo un insulto coronarico di altro genere che arreca profondo dolore. […] Non è il passato che viene mitigato con la contrizione, ma il rimorso cocente circa il passato.
Perché il cuore, da vecchio, deve essere gravato di un compito così pesante? […]
Nelle illustrazioni di certi antichi testi egizi che descrivono i preparativi per la vita nell’aldilà è raffigurata una bilancia: su un piatto sta il cuore, sull’altro una piuma. La contrizione alleggerisce il cuore, purificandolo dalle sue scorie. Evidentemente, gli antichi egizi pensavano che gli errori e le offese appesantiscono il cuore. Le colpe irrisolte ci obbligano a guardare all’indietro, nella direzione sbagliata, quando si sta per partire. A letto, la notte, o in riva al mare, filtriamo i residui accumulati da oltre tre miliardi di battiti del cuore.
La contrizione toglie dal cuore il peso di un passato morto, rendendo possibile la misericordia. […] La mia immagine, incrostata di storia, si libera di quella storia; il mio essere innato è riportato non già all’innocenza ignara o a una dolce amnesia, bensì alle linee essenziali della mia acciaccata e difettosa struttura, io così come sono, incapace di essere altrimenti. Il mio carattere.
James Hillman, La forza del carattere
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