[fino a quando]

Un giorno mi dicesti “…guai a te se… ricordi?”, e io risposi, più o meno, “finché le parole mi vengono a trovare, fino a quando mi trovano…”
Ora sono io alla ricerca di parole che non vengono, o non mi trovano, persa come sono in un cumulo di materia morta, calcinacci e polvere, trapassato prossimo.
Curavo questo figlio, lo nutrivo di me, carne ‘vizzita in avara sorte, e mi nutrivo di acqua e di pane, di briciole: reminiscenze e promesse d’universo.
È quanto mi basta, ora e domani; ma sulla tavola non deve mancare la «tovaglia bianca, bicchiere e posate allineate, gesti – riflessi – a tener compagnia».
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