Amore

Cara signorina Rael,
per fare esercizio di bella lingua italiana leggevo il suo racconto dopo cena e ascoltavo la canzone perché l’amore è carte da decifrare, così quando il cantautore preferito della signora che faccio la colf diceva che se avesse una penna scriverebbe a me è venuto in mente di scrivere la cosa che la lingua nostra di est sa dire dell’amore.
Nella lingua vostra dite “ti voglio bene” o “ti amo” e io tante volte non capisco cosa avete in vostra testa e in vostro cuore. “Bene volere” è parola bene detta ma quando lo dite sembra che non parlate di amore e quando dite “amare” sembra dichiarazione di guerra: “io ti voglio avere” e “da te voglio essere posseduta” e tutto diventa cosa complicata assai.
Nella mia lingua c’è il verbo “amare” con il quale possiamo amare sia uomo di nostra vita che la zuppa di cipolla. Possiamo anche dire che ci “piace” (uomo o zuppa di cipolla) ma è cosa diversa, è cosa di occhi o di palato, cosa di sensi e senza senso o meglio dire “ragione”.
Dalla radice del nostro verbo “amare” nasce anche verbo “inn-amorarsi” – e vede, signorina Rael, che nella pazzia confini di parole tra genti non si sono inventati?! – e anche in lingua nostra si fa con “particella” messa davanti a verbo e per quella “particella” poi lo chiamiamo come per dire “verbo temporaneo” di “inizio azione o accadimento” e mi pare cosa proprio vera.
E alla radice di verbo “amare” (senza però “particella” di inizio accadimenti) aggiungiamo “particella” per indicare persone (inn)amorate, ma anche lettere o poesie che come persone portano l’amore o l’amare non so come è meglio dire.
E alla radice del verbo “amare” aggiungiamo “particella” e abbiamo sostantivo per avere cosa amorosa (szerelem) e anche aggiungiamo un’altra per avere amore (szeretet) che è cosa umana e divina che poi in fondo sono la stessa cosa, e lo si può dire anche pensando a persona che si ama e non solo a zuppa di cipolla che forse simili sono per il sereno bene stare che sentiamo quando entrano in noi e in noi si disperdono e si assimilano in cellule di sangue e corpo e molecole di respiro e suono per dire parole che in testa nostra abbiamo concepito.
Cara signorina Rael mi scuserà se non mi sono spiegata bene, la prossima volta le scriverò ricetta di zuppa di cipolla che è buona assai.
Affettuosamente saluta
la colf
(Incontri di OraSesta, martedì, 13 febbraio 2007)
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