Utile come la poesia

[…] C’è qualcuno che oggi sappia davvero dirci perché è utile la parola dei poeti? “Utile” non è la parola che molti poeti userebbero per parlare del proprio lavoro. Non è nemmeno una parola che userebbero i lettori dei poeti. Tutti gli altri è ragionevole dubitare che abbiano qualcosa di conclusivo da suggerire. E dunque?
Bisogna provare, come quando si fa un esperimento, a mettere come assioma che la parola dei poeti sia utile, e poi vedere il resto attraverso il velo di questo assioma. In altre parole, anziché spiegare forse occorre assumere la cosa come un dato. Poi si vedrà. Certo che, quando nelle parole di un poeta si trova l’immagine che si cercava, senza nemmeno sapere di star cercando qualcosa, tantomeno un’immagine, e quando appare evidente che il poeta, per trovarla ha dovuto attraversare strati innumerevoli di altre parole, persino di altri poeti!, e poi scrollarsele di dosso e poi farci capire che, senza quell’attraversamento e quello scrollarsele di dosso, l’immagine non l’avrebbe mai raggiunta e quindi mai passata a noi che non sapevamo di cercarla, allora facilmente ci viene la sensazione che abbiamo fatto bene a porre quell’assioma come assioma.
Dario Voltolini, Il tempo della luce. Narrazioni sull’infinito
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